Non vi è dubbio che il grave problema urbanistico e della viabilità che da troppi anni appesantisce Forlì è stato uno dei punti sui quali maggiormente si è concentrata l’attenzione e la critica del Gruppo di “Viva Forlì” nelle Commissioni e nel Consiglio Comu-nale, cercando di contrastare una politica superficiale, quando non volutamente indirizzata verso soluzioni politiche ed ideologiche che hanno prodotto un vero e proprio scempio della città.
Ne hanno parlato, ad un pubblico attento ed interessato, l’Arch. Enrico ROSSI, ur-banista e professionista da molti anni e molto noto a Forlì, candidato di “Viva Forlì” al consiglio Comunale nella lista dell’UDC ed il Dott. Maurizio NOWAK, funzionario dell’Amministrazione Provinciale addetto alla viabilità, a sua volta candidato di “Viva Forlì” nella lista del PdL, mettendo in risalto il progressivo e quasi inarrestabile degrado che le Amministrazione Pubbliche hanno provocato negli anni della loro gestione.
“La disponibilità delle cosiddette “aree dismesse” – ha detto l’arch. Rossi – poteva rappresentare una eccezionale opportunità per riequilibrare una situazione urbanistica che ha appesantito la Città in modo incomprensibile. Ma ne è risultato un totale fallimento non solo sul piano estetico, ma anche su quello economico e sociale”.
Il Dott. Nowak, per parte sua, ha invece posto l’accento sul fatto che le attuali rea-lizzazioni viarie nella Città sono frutto di ormai vecchi progetti risalenti ad una trentina di anni fa, finanziati e quindi resi possibili da delibere del 2° Governo Berlusconi, senza che gli amministratori cittadini possano vantarne alcun merito. “E’ di questi giorni – ha inoltre aggiunto Nowak – la clamorosa dichiarazione dell’Assessore Capacci, che, pacificamente, ha ammesso che, in materia di rifiuti, Hera ha sbagliato totalmente i dati divulgati”.
L’impegno che entrambi i relatori e candidati del movimento di Marino Bartoletti hanno preso di fronte alla popolazione è quello di riequilibrare lo sviluppo urbanistico, abi-tativo e viario, non permettendo più operazioni spartitorie, come quelle delle aree dismes-se, o ideologizzate, come la costruzione di abitazioni sociali in centro città.
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